seguici su facebookseguici su twitterseguici su youtubeseguici su instagramseguici su pinterest

SPETTACOLO TEATRALE ‘TUTTO QUELLO CHE STO PER DIRVI E’ FALSO’

‘Fermiamo l’abusivismo e la contraffazione’ con 350 studenti delle scuole superiori ravennati

Iniziativa di Confcommercio provincia di Ravenna

Oltre 350 studenti delle scuole superiori della provincia di Ravenna hanno partecipato allo spettacolo teatrale dal titolo “Tutto quello che sto per dirvi è falso”, promosso da Confcommercio provincia di Ravenna.

Lo spettacolo è andato in scena questa mattina presso il Teatro Rasi di Ravenna: l’iniziativa rientra nel "Progetto nazionale di educazione all'acquisto legale: fermiamo la contraffazione" di Confcommercio dedicato alle scuole.

Lo spettacolo è un monologo intenso, serrato, brillante e appassionato sul business della contraffazione e sui gravi rischi per chi acquista il falso e sui danni dell'economia.

“Tutto quello che sto per dirvi è falso” è un progetto teatrale pensato per seminare cultura della legalità, partendo dal confronto con un pubblico consapevole per trasmettere il senso del Made in Italy non solo nell’ottica economica o in termini di valorizzazione di brand, ma anche come scelta di campo per difendere il valore della comunità, la salute, la sicurezza dei consumatori, rispetto della Legge e delle regole.

Lo spettacolo, scritto dal giornalista-drammaturgo Andrea Guolo e interpretato da Tiziana Di Masi sotto la direzione di Maurizio Cardillo, affronta la contraffazione come problema sociale, prima ancora che economico. Un fenomeno che assume sempre di più una vasta dimensione in tutti i settori produttivi del nostro Paese, minacciando e inquinando il sistema dello sviluppo sociale, drogandone l’economia.

Da fine 2013, attraverso decine di rappresentazioni in teatri, manifestazioni, sedi d’impresa, scuole, questo progetto di teatro civile sta ponendo l’accento su un fenomeno che oggi più che mai va contrastato con azioni diversificate di sensibilizzazione sociale, e facendo comprendere quanto sia sempre più necessario attivarsi, attraverso buone pratiche di coesione sociale, per confinare ed isolare questa inesorabile minaccia per la nostra economia, la salute e la sicurezza dei consumatori finali.

Tiziana Di Masi, da tempo impegnata sul fronte del teatro sociale e di denuncia, ha dato vita a questo progetto di teatro totale. Un’inedita formula di teatro della consapevolezza, quindi, con interventi mirati sulla conoscenza e sulla coscienza, attraverso un processo dialettico con il pubblico e la messa in scena della contraffazione e la contrapposizione tra il bene ed il male.

Con questo spettacolo Confcommercio provincia di Ravenna ha inteso  dare ancora una volta un segnale chiaro e inequivocabile sul fenomeno dell’abusivismo commerciale che va debellato, creando in primis consapevolezza nei consumatori che acquistare prodotti e servizi abusivi è illegale.

“E’ una piaga che colpisce chi prima di tutto esercita regolarmente l'attività - ha sottolineato Paolo Caroli Presidente Confcommercio provincia di Ravenna. L’abusivismo colpisce anche e soprattutto il consumatore perché un prodotto contraffatto non dà nessuna certezza sulla qualità e sulla sicurezza. Dai giocattoli all'abbigliamento, dai prodotti alimentari ai farmaci, dai servizi alla ristorazione, il danno economico è diretto e tangibile.

In Italia il giro d'affari della contraffazione è stimato in circa 7 miliardi di euro, sottrae oltre 110 mila posti di lavoro regolari all'anno (ma qualcuno ipotizza anche 200 mila) e, nel mondo, costringe 115 milioni di bambini sotto i 14 anni a lavorare invece di andare a scuola.

L’abusivismo commerciale sottrae alle imprese del commercio della regione Emilia Romagna circa 500 milioni di fatturato ogni anno (2,2% del fatturato del comparto).

A questa cifra già significativa va aggiunto il fatturato sottratto a ristorazione e pubblici esercizi dalle ‘finte sagre’: vale in Emilia-Romagna poco meno di 400 milioni di euro e 136 milioni di euro di valore aggiunto.

La perdita di gettito è quantificabile in 54 milioni di euro, secondo uno studio della Fipe Confcommercio (la Federazione nazionale che associa il più alto numero di esercizi pubblici): la perdita stimata di imposte dirette e contributi per la provincia di Ravenna è di circa 6 milioni di euro.

Dietro la generica scritta ‘sagre’, troviamo di tutto: manifestazioni che non promuovono i prodotti tipici e non hanno legami col territorio, ma sono vere e proprie attività commerciali, il tutto con grave danno per tutti quei ristoranti che operano nel pieno rispetto della legalità”.

Dopo l’intervento di Anna Lapini Componente Giunta nazionale Confcommercio incaricata per la Legalità e Sicurezza e lo spettacolo, sono stati gli stessi studenti ad animare il dibattito, sulla base delle sollecitazioni emerse, con i rappresentanti delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni presenti all’evento.

Sul palco sono intervenuti Francesco Russo Prefetto di Ravenna, Michele de Pascale Sindaco di Ravenna, Andrea Fiducia Comandante provinciale Guardia di Finanza di Ravenna, Roberto De Cinti Comandante provinciale Carabinieri di Ravenna,  Tiziana Di Masi Attrice dello spettacolo, Anna Lapini Componente Giunta nazionale Confcommercio incaricata per la Legalità e Sicurezza e Paolo Caroli Presidente Confcommercio provincia di Ravenna.

 

UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO RAVENNA

Mercatini europei
Confcommercio Nazionale
Confcommercio Emilia Romagna
Romagna Amica

Servizi ai soci